Sviluppo e Progresso

Morti improvvise sul campo - Salviamo il nostro futuro

Morti improvvise sul campo - Salviamo il nostro futuro

PierMario Morosini, Vigor Bovolenta, Dale One, oltre ad una grande passione per lo sport hanno avuto in comune anche  un destino beffardo e crudele: sono tragicamente morti mentre rincorrevano la propria passione, i propri sogni.

Purtroppo molti altri sportivi, la maggior parte dei quali meno “famosi”, vanno a comporre la liste delle vittime durante la pratica sportiva per morte improvvisa. Secondo i dati forniti dall’AGI, dal 2006 sono stati 590 gli atleti deceduti in Italia, 43 solo nel 2012 e di cui circa l’80% rientravano nel circuito dilettantistico. Un altro dato preoccupante è che il 40% delle vittime aveva un età inferiore ai 18 anni e l’età media delle vittime è di soli 23 anni.  Se pensiamo che l’etimologia della parola sport proviene dall’abbreviazione della parola inglese disport, che significa divertimento, sembra quasi impossibile poterlo associare a simili drammi, soprattutto considerando che lo sport non è altro che l’insieme di attività fisiche effettuate per fini salutistici e ricreativi!

I recenti casi hanno riportato l’attenzione di tutti su questo fenomeno, ricordano ovviamente l’importanza di ridurre concretamente al minimo tali eventi, sia incrementando e “specializzando” le visite mediche preventive, che qualificando sempre più l’attività di primo soccorso a disposizione degli atleti durante lo svolgimento dell’attività sportiva. L’Associazione Sviluppo e Progresso Sanità vuole fortemente concentrarsi sulla prima parte, ovvero sulla prevenzione.

In un’intervista sulle pagine di Repubblica, parlava così il Dott. Ciro Campanella, Direttore del reparto di Cardiochirurgia del San Filippo Neri di Roma: “Negli atleti professionisti il cuore più muscolarizzato nasconde meglio eventuali aritmie. E questi problemi non si individuano più con le classiche prove da sforzo, servono test più incisivi, novanta minuti di partita sono ben più intensi di una prova da sforzo".

Recentemente il  Prof. Paolo Angelini, Medical Director del Texas Heart Institute, ha inaugurato il Center for Coronary Artery Anomalies, dedicato a prevenire la morte cardiaca improvvisa e studiare le  anomalie coronariche nei  giovani. Attraverso uno  studio di screening pilota, che utilizza un nuovo protocollo semplificato di screening cardiovascolare di Risonanza Magnetica, lo scopo è quello di stabilire con fermezza e quantificare i fattori di rischio per la morte cardiaca improvvisa che nascono da specifiche condizioni cardiovascolari.

La nostra idea è quella di instaurare una forte collaborazione con l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini che diventerà un centro di prevenzione altamente specializzato e di riferimento per Società, Associazioni, Federazioni e Enti Sportivi e,  tramite la stipula di convenzioni ad hoc, offrirà ai loro tesserati la possibilità di effettuare, a fronte di un costo contenuto, un’indagine di RM Cuore mirato ad escludere eventuali malformazioni morfologiche spesso responsabili di morte cardiaca improvvisa e non diagnosticabili con gli esami di routine, cosi da garantire  agli stessi  atleti professionisti, nonché ai  Medici sportivi e alle società, maggior serenità nello svolgimento delle attività sportive.

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