Sviluppo e Progresso

L’appropriatezza prescrittiva della RM in Medicina generale.

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Avendo partecipato ai due incontri svoltisi presso l’Ospedale Forlanini nel mese di Novembre 2013, rispettivamente nei giorni 15 e 22, mi interessa dare un mio contributo a quanto appreso e fornire una sintesi della mia relazione.

 

Il primo incontro ha permesso di dare ampie indicazioni, ai MMG che hanno partecipato, sulle patologie per le quali è utile richiedere l’indagine RM, e per chiarire questi aspetti gli Specialisti Radiologi o Cardiologi hanno descritto il tipo di indagine da ritenere maggiormente appropriata per le principali patologie, in ambito Ortopedico, Neurologico,  Internistico, Cardiologico. Si è evidenziata la necessità, inoltre, che sia lo Specialista Radiologo a valutare l’utilità/necessità di utilizzo del mezzo di contrasto, in base ad alcuni parametri che è importante siano richiesti dal MMG prima dell’indagine.
Nel corso del secondo incontro  la mia relazione, in qualità di Presidente Regionale dello SNAMI nel Lazio, ha chiarito il punto di vista del MMG, ed in particolare ho ritenuto necessario ribadire quanto segue:

  • Errata o mancata compilazione delle ricette, da parte degli Specialisti/Ospedalieri/Universitari, per
    • a)“mancato” utilizzo del ricettario SSR
    • b) ricettazione incompleta o sbagliata perchè  scritta su ricettario bianco (privato o della struttura)
    • c) mancata o errata trascrizione del diritto all’ esenzione; quindi, in conclusione: mancato rispetto dell’ex Art.50/2003;
  • Rispetto della regola di : “Completamento delle indagini da parte dello Specialista per chiarire il quesito diagnostico del MMG”, senza che il paziente venga rinviato al MMG per approfondimenti o semplicemente per “Prendere appunta-mento per una RM“ (come per altre indagini);
  • Il 70% - 75% delle richieste di RM che risultano essere prescritte dai MMG sono “indotte” da Specialisti dei vari settori o da Medici “privati”, alcune volte senza tener conto dell’appropriatezza;
  • Il relativo costo di RM eseguite risulta, per i motivi sopra esposti, a carico del MMG, in quanto “ultimo” prescrittore su ricettario SSN.

Ed inoltre, spesso, il MMG si trova a dover far ripetere indagini di tale tipo, con oneri aggiuntivi a carico del SSR, perché la struttura che esegue l’indagine, non fornisce una risposta di qualità o quantomeno non chiarificatrice del quesito posto dal prescrittore.  

Chi verifica la qualità del servizio prestato ?

E’ stato chiesto al Dirigente regionale presente all’incontro di tener conto di tale tipo di rilievi e considerazioni in materia. Tali criticità sono state condivise anche dagli altri Relatori presenti. Tali problematiche, infatti,  determinano un allungamento delle liste di attesa, con le seguenti criticità:

  1. Il paziente neoplastico non può eseguire il follow-up nei tempi previsti
  2. Si prolunga il tempo necessario ad eseguire un approfondimento per la diagnosi di una patologia di rilievo.

Pertanto, fatte queste considerazioni, le mie conclusioni sono state:

  • Rispetto delle regole da parte di tutti gli Operatori sanitari;
  • Protocolli univoci da rispettare per tutte le strutture, comprese le private accreditate;
  • Possibilità di verificare la qualità delle prestazioni;
  • Attivare Corsi di formazione-aggiornamento, condivisi tra MMG (con il coinvolgimento delle Società scientifiche del settore e le OOSS di categoria), Specialisti Ambulatoriali, Ospedalieri, Universitari, per arrivare ad una appropriato utilizzo delle risorse in ambito diagnostico.

Per concludere ritengo l’iniziativa svolta da Sviluppo e Progresso Sanità in linea con le esigenze di approfondimento che ritengo necessarie ad ottimizzare tali tipo di indagini di alta specializza-zione, al fine di evitare spreco di risorse e dare risposte concrete ai bisogni di salute dei cittadini della nostra Regione.

Dott. Giuseppe Di Donna
SNAMI Lazio

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